Da sempre contesa dai grandi condottieri del passato, Gradara si erge come un diamante incastonato su di un promontorio come una vigile vedetta che domina la strada di confine tra le Marche e la Romagna.
Gradara si presentò da subito come un luogo strategico di fondamentale importanza dominando il tratto di strada tra Marche e Romagna. Il sito originario sembra risalire all’epoca romana come testimoniano le pietre a blocchi alla base del mastio con incise le lettere “DEMETRI”.
La costruzione della Rocca ebbe inizio per volontà di Pietro e Ridolfo De Grifo che riuscirono ad usurpare la zona al Comune di Pesaro. Nei primi anni del XIII secolo Malatesta da Verucchio detto il Centenario si impossessò della Torre del Grifo con la collaborazione del papato e ne fece il mastio dell’attuale Rocca.
Con il dominio dei Malatesta il Mastio venne trasformato in una Rocca inespugnabile, costruendoci attorno 700 metri di mura con 17 torri merlate e tre ponti levatoi. In seguito la fortezza venne modificata per sostenere gli attacchi con le più moderne armi da fuoco, da qui vennero aggiunte nel XV secolo le feritoie, le scarpature, i torrioni poligonali e la rocchetta sul lato Nord – Est.
Non fu solo fortezza ma anche una raffinata residenza con ambienti ampi ed affrescati con temi mitologici ed eroici. Gradara fu infatti la residenza preferita di Pandolfo II, fu anche la dimora di Battista Montefeltro, moglie di Galeazzo detto “l’Inetto” e Sigismondo Pandolfo Malatesta che fu Signore di Gradara per ben 30 anni.
La Rocca subì nel corso degli anni svariati assedi tra cui il più famoso è sicuramente quello risalente al 1446 quando Federico da Montefeltro Duca di Urbino, e Sigismondo Pandolfo, si scontrarono per il dominio del castello in una cruenta battaglia di 40 giorni.
Gradara nel corso dei secoli fece da sfondo a battaglie, avvenimenti tragici e romantiche storie d’amore. La più famosa fu quella di Paolo e Francesca che venne narrata dal Sommo Poeta Dante Alighieri nel suo divino poema. Nel girone dei Lussuriosi troviamo infatti i due amanti che hanno reso celebre Gradara.
Quando Papa Pio II decise per la scomunica di Sigismondo Pandolfo Malatesta esso perse tutti i potere e le terre che fino a quel punto erano di sua proprietà. Nel 1463 Gradara si arrese alle truppe degli Sforza che presero il dominio del Castello. Giovanni Sforza si adoperò subito in una serie di imponenti lavori che abbellirono e modificarono in parte la Rocca.
Ultimi Signori di Gradara furono i Della Rovere che affidarono il governo del piccolo borgo alle loro consorti tra cui ricordiamo Vittoria Farnese. Il dominio dei Della Rovere terminò in seguito alla loro estinzione nel 1631 quando Gradara passò al al papato che concesse la Rocca in enfiteusi ai Signori di Pesaro tra i quali gli Albani ed infine, nella seconda metà del 1700 al marchese Mosca. La Rocca divenne proprietà comunale e questi nel 1877 la cedette al conte Morandi Bonacossi di Lugo. Nel 1920 l’ Ing. Umberto Zanvettori di Belluno, ma residente a Roma, l’acquistò per tre milioni di lire e nelle sue abili mani rinacque. Nel 1928 lo Zanvettori morì e la moglie, Signora Alberta Porta, decise di vendere la Rocca allo Stato pur mantenedone l’usufrutto. Con la sua morte nel 1983 divenne Museo Statale dopo gli ultimi restauri.















Ho appena aggiunto ai preferiti http://gradaracapitaledelmedioevo.wordpress.com/la-storia/!